Una nuova guida al Fediverso. Ce n’è davvero bisogno? E a voi cosa piacerebbe sapere?

Sono in procinto di pubblicare una nuova guida esperienziale rivolta a chi desidera capire il fediverso a 360 gradi.

Il titolo sarà probabilmente questo:

«La scuola guida per esplorare il Fediverso, goderselo e vivere meglio»

Ma c’è una sorpresa…

@fediverso

  • Antoneej@mastodon.bida.im
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    14 hours ago

    @elettrona @informapirata @fediverso ma infatti bisognerebbe farla semplice, x ti fa schifo da quando l’ha preso musk? C’è mastodon. Sei stanco della pubblicità e del clima di odio che si respira su FB ? C’è friendica. Instagram è diventato un pozzo senza fine di stronzate ( a volte divertenti eh) e ti piaceva vedere e postare belle foto? C’è Pixelfed. Magari è banalizzato ma è chiaro. Poi quelli svegli capiranno anche il resto standoci dentro.

    • @antoneej non è così facile. X sarà pure una fogna, ma presenta vantaggi che né mastodon né alcun altro software del fediverso avrà mai. Ma vale lo stesso per Instagram, Facebook, Reddit.

      Il fediverso non è un surrogato, non potrebbe riuscirci: non è il panino del Mac fatto dalla Coop con meno grassi o vegano, ma un modo diverso di mangiare.
      O per usare una metafora politica, non è un cambio di regime, ma è uno strumento di decolonizzazione del WEB.

      @elettrona @fediverso

      • .mau.@poliversity.it
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        5 hours ago

        @informapirata il punto, almeno per me, è che il fediverso nasce per andare con i piccoli numeri, il che va benissimo per tanta gente (quorum ego) ma non è quello che molti vogliono. Non importa che nessuno se li fili: vogliono che almeno in linea teorica lo possano fare, perché non si sa mai cosa potrà capitare.

        @antoneej @elettrona @fediverso

      • Antoneej@mastodon.bida.im
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        12 hours ago

        @informapirata @elettrona @fediverso proprio per questo, tante realtà e persone che dovrebbero essere sensibili al concetto di decolonizzazione mi stupisco che non siano qui o quanto meno che non abbiano anche un account qui oltre a mantenerlo sui social chiusi per i vantaggi di cui tu parli.

        • @antoneej in certi casi si tratta semplicemente di comprendere che la conoscenza del Fediverso è ancora numericamente limitata.

          Se il concetto di decolonizzazione è conosciuto forse da un 10% della popolazione, il fediverso lo è da non più dello 0,1% della popolazione. E quelle due porzioni di pubblico non sono neanche totalmente sovrapponibili.

          @elettrona @fediverso

        • Elena Brescacin@poliversity.it
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          12 hours ago

          @antoneej @informapirata @fediverso Persone in favore a cause di cui ci occupiamo qua, ce ne sono un sacco nelle reti chiuse; e sai cosa c’è? Secondo me si rendono poco conto del problema. Perché non ti bloccano se parli di clima, di salute riproduttiva, di immigrazione etc. Semplicemente vai in ombra. I tuoi post ci sono, ma li vedono in pochi e tu te ne rendi conto solo se controlli gli analytics in modo profondo. E ti assicuro, se sei parte attiva di un progetto e ti muovi nel lato operativo, non sempre stai col naso puntato sulle statistiche!

      • Elena Brescacin@poliversity.it
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        12 hours ago

        @informapirata @antoneej @fediverso Forse parlare di “alternative ai social commerciali” è una comunicazione parzialmente fallace, allora. Perché se io vengo da un tipo di ecosistema e tu persona di cui mi fido me ne proponi un altro, io per non sapere leggere né scrivere, mi troverei spiazzato perché sarebbe come dire “ti do un succo di pesca allungato con l’acqua frizzante fatta col soda stream, in alternativa a [bevanda industriale a caso]” Io profano per conoscere il cambiamento e vedere che fa per me, devo capirne la filosofia.

        • Francesco Costa@mastodon.uno
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          10 hours ago

          @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso da utente appena approdato: sono un informatico, e penso che se non lo fossi non avrei né mai conosciuto questo universo né avrei capito come muovermi e l’avrei lasciato dopo neanche mezza giornata. Oltre ciò, la differenza di funzionamento e contenuto tra ig/fb (X meno) è talmente ampia che un pubblico giovane non ci rimarrebbe anche capisse. A me piace tornare al fb di 15 anni fa, ma la gente oggi si rincoglionisce di reel e ne è contenta 😪

          • Elena Brescacin@poliversity.it
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            10 hours ago

            @costafrancesco94 @informapirata @antoneej @fediverso Pure io sono nel “giro” dell’informatica che mi ha permesso di conoscere questa realtà, e sarebbe auspicabile che più attivisti politici, climatici, per la salute, ecc… si muovessero verso queste piattaforme. Perché quelle chiuse, si stanno chiudendo sempre più verso contenuti automatici. O si vuole imparare a nuotare quando l’acqua tocca il culo?

            • Francesco Costa@mastodon.uno
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              10 hours ago

              @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso sono d’accordo. Il problema principale, credo, è l’assopimento collettivo della società. La difficoltà tecnica è marginale. Il problema è rimuovere il lavaggio di cervello che da anni ormai viene fatto. E in tutto ciò credo che un buon modo per ottenere utenti sia la risata, non i discorsi “cupi”. Come recita una famosa trasmissione “quando alle 7 di sera arrivo al casello di Carisio voglio ridere, ridere cazzo”. La gente ad oggi non è pronta.

              • Elena Brescacin@poliversity.it
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                10 hours ago

                @costafrancesco94 @informapirata @antoneej @fediverso Credo che 'sta faccenda del ridere, sia qualcosa che arriverà nel fediverso; questione di tempo. Chi è venuto qui per ora, è arrivato per fare networking non per le stupidaggini. Quelle le fai e dici solo se hai una buona rete.

                Detto questo, io ho notato una contraddizione tremenda lato privacy.
                Da attivista HIV, sui social chiusi avevo contatto con un fracco di positivi anonimi coi profili blindati, nome finto, foto assente o simbolica.
                Pazienza se poi tra le “persone che potresti conoscere” mi comparivano infermieri e medici dei reparti infettivi vari, solo perché questi “anonimi” ce li avevano nella rubrica del telefono. E avevano risposto “ok” a “vuoi consentire a facebook di leggere i tuoi contatti, le tue foto”…
                Avevano paura di parlare di HIV in pubblico ma poi volendo, poteva ricattarli chiunque per quello che mandavano in giro.
                E dopo? Quando gli ho parlato del fediverso, “no ma in questi posti è tutto pubblico, ci può seguire via rss chiunque! Non possiamo più parlare liberi”.
                Sì ma sul fediverso sei John Doe con l’accaivvù volendo, e NESSUNO spia la tua posizione quando esci dall’aidiessologo con la borsetta dei farmaci.

                • Francesco Costa@mastodon.uno
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                  9 hours ago

                  @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso ci stiamo riferendo ad usi diversi dei social. E sia chiaro: non sto difendendo i social commerciali. Sto tentando dare altri punti di vista. Quanto al cane che si morde la coda del “prima gli utenti o prima i creator” non saprei cosa dirle. È un po’ la domanda del “è nato prima l’uovo o la gallina”. Però se un utente non trova quello che si aspetta, non viene. E se un creator non trova il pubblico, non viene.

                  • macfranc@poliversity.it
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                    9 hours ago

                    @costafrancesco94 c’è un problema serio con i “creator”. Questi in fondo non sono altro che produttori di sé stessi, Ma come funziona questo sistema di autoproduzione all’interno dei social commerciali?

                    Il cosiddetto Creator fa un patto con una piattaforma e questo patto prevede un dare e un avere:

                    1. la piattaforma offre al creatore di contenuti:

                      • uno spazio dedicato e illimitato,
                      • una serie di algoritmi che possono premiarlo nella misura in cui i suoi contenuti Riescono a mantenere incollati alla piattaforma gli spettatori
                      • strumenti molto complessi di monetizzazione
                      • strumenti aggiuntivi per raccogliere ulteriore supporto finanziario
                      • la possibilità di portare i suoi contenuti su altre piattaforme (vedi Prime con alcuni youtuber
                    2. il creatore di contenuti offre alla piattaforma:

                      • i dati personali e comportamentali del proprio pubblico
                      • la possibilità di mantenerlo qualche ora in più sulla piattaforma
                      • una percentuale sui guadagni
                      • parte della proprietà intellettuale della sua produzione
                      • La possibilità di farsi digerire e rigare da una intelligenza artificiale.

                    Ora questa possibilità semplicemente non è sostenibile nel Fediverso.
                    Infatti, se sei un “creatore di contenuti” hai certamente la possibilità di pubblicare cose sul tuo account mastodon, ma cosa succede se vuoi guadagnare da quei contenuti?
                    La piattaforma che ti ospita non è un night che ti paga in base al numero di avventori che hanno consumato al bar, ma una villetta privata in cui il proprietario non guadagna nulla a lasciare aperta la villetta a tutti e tu, artista, sei libero di entrare e uscire rispettando alcune semplici regole di convivenza e di educazione.

                    Ed educazione significa che non sei libero di fare promozione spinta dei tuoi contenuti. Educazione significa che quando vendi contenuti a pagamento in un posto che ti ospita gratuitamente e senza alcun secondo fine, hai l’obbligo morale di mantenere un certo equilibrio e non devi esagerare.

                    Faccio notare che quando alcuni creator come @kenobit o @maicolemirco hanno deciso di entrare nel Fediverso hanno creato un’istanza per sé e per altri “creatori di contenuti”, mettendola poi a disposizione anche di altri creatori di contenuti. Ma quello che voglio dire è che loro hanno deciso di fare un investimento, come qualsiasi artista che si “autoproduce”.

                    O ancora, quando @dariodangelo (per chi non lo sapesse, è un giornalista che ha deciso di spingere molto sulla propria autoproduzione e sul sostegno finanziario dei suoi lettori) ha preso l’iniziativa di approcciarsi al Fediverso (pur sapendo che ciò non gli avrebbe procurato grandi ricchezze) ha deciso di investire in un proprio server Mastodon.

                    Ora, sinceramente, mi sembra chiaro che la barriera di ingresso etica che separa un creatore di contenuti dal Fediverso sia troppo alta per la maggior parte di essi.

                    Ecco perché non credo che i creatori di contenuti saranno il volàno di un eventuale successo del Fediverso. Il fediverso è focalizzato soprattutto sulle interazioni e si presta molto di meno alla fruizione passiva

                    @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso

                  • Elena Brescacin@poliversity.it
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                    9 hours ago

                    @costafrancesco94 @informapirata @antoneej @fediverso No guarda, con me sfondi una porta aperta nel senso che qua stiamo parlando di vantaggi e svantaggi di due piattaforme completamente diverse; non possiamo prenderci il lusso di formulare accuse tipo “tu nel fediverso non puoi riconoscere i pro dei commerciali o viceversa”, io almeno, non mi polarizzo su questo e ogni qual volta ne parlo fuori da questo network, lo specifico sempre: io ho compiuto questa scelta, rispondente alle mie esigenze. Ma voi esplorate il mondo e muovetevi secondo le vostre.
                    L’unica cosa che dei social commerciali (eccetto youtube) mi scoccia, è l’impossibilità di consultare un contenuto senza account. X non mi interessa ma per esempio su fb e instagram in teoria ci sarebbe ancora roba buona.

        • @elettrona assolutamente sì: l’unica “alternativa ai social commerciali” è fatta da ALTRI social commerciali 🤣

          Ma bisogna ricordare che tra il 2022 e il 2024 si trattava di una “bugia verde”, di quelle dette a fin di bene per bucare l’attenzione del pubblico.

          Il problema vero è che molti di quelli che lo dicevano non si rendevano conto del fatto che stavano dicendo una bugia

          @antoneej @fediverso

          • Elena Brescacin@poliversity.it
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            12 hours ago

            @informapirata @antoneej @fediverso Non ho capito esattamente cosa intendi, quale fosse la bugia; fatto sta che la barriera più grande, secondo me, sta nell’ambito creator.
            Diritti sessuali per instagram, o per YouTube ti posso indicare “l’islam spiegato da un cane”, canale creato dalla moglie di un uomo siriano ex-musulmano MOLTO critica sull’Islam, Padre Kayn, SapiensSapiens (canali critici sulla religione), Prospettiva Netgar sulla critica musicale. Ti potrei fare mille esempi di persone che per un motivo o l’altro, lavorano su YouTube e il problema loro sarebbe non venir più monetizzati. Se hai la libertà e non il portafoglio, poi, dove vai?

        • Giacomo Tesio@snac.tesio.it
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          10 hours ago

          @elettrona@poliversity.it

          Il problema è che sono i social commerciali ad essere un’alternativa adulterata del #fediverse.

          @informapirata@mastodon.uno trova problematica le differenze, chr tengono lontani influencer e contenuti commerciali, anche per l’impossibilità di farsi pompare in visibilità (e dunque follower) da algoritmi che premiano contenuti allineati agli interessi politici ed economici della piattaforma.

          Di conseguenza, chi cerca nel #fediverso una sorgente costante di dopamina da sostituire alla dopamina indotta dall’uso dei social mainstream, ma senza superare la dipendenza che questi inducono negli “utenti”, non può che restare deluso.

          Ma sono i social mainstream, piazze di spaccio travestire da centro commerciale, a surrogare le relazioni sociali che il #fediverse può mediare, non viceversa.

          @antoneej@mastodon.bida.im @fediverso@feddit.it @informapirata@mastodon.uno

          • @giacomo
            > Il problema è che sono i social commerciali ad essere un’alternativa adulterata del #fediverse

            No, storicamente è il contrario. I social commerciali piuttosto sono stati l’alternativa al WEB

            > informapirata trova problematica le differenze, chr tengono lontani influencer e contenuti commerciali

            No, non stavo pensando a questo, ma a semplici funzionalità che, per architettura o per diffusione, i social commerciali possono avere e il fediverso no

            @elettrona @antoneej @fediverso

            • Giacomo Tesio@snac.tesio.it
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              9 hours ago

              @informapirata@mastodon.uno

              > Il problema è che sono i social commerciali ad essere un’alternativa adulterata del #fediverse

              No, storicamente è il contrario. I social commerciali piuttosto sono stati l’alternativa al WEB

              Il #fediverse è il #web.
              Più precisamente, è un’evoluzione diretta del web con cui si integra perfettamente. Basta pensare a come WordPress, che esiste dai tempi di XHTML 1.1 (ben prima di #Google #Chrome, lanciato nel 2008), sia uno degli innumerevoli software che ne fanno parte. O a #NodeBB che esiste dal 2013 ed è letteralmente un forum.

              I social commerciali sono sempre stati un surrogato di tutto questo. Il selling point dei gruppi #Facebook era “fatti il tuo forum gratis senza sapere o installare niente” e continuano ad esserlo.

              Purtroppo ora che hanno abbindolato miliardi di persone, molti giovani che non hanno mai visto il web possono credere che siano venuti prima.

              Ma rimangono surrogati.

              a semplici funzionalità che, per architettura o per diffusione, i social commerciali possono avere e il fediverso no

              Se non sono realizzabili con un’architettura distribuita, sono intrinsecamente autoritarie: non sono funzionalità, ma difetti.

              @elettrona@poliversity.it @antoneej@mastodon.bida.im @fediverso@feddit.it

              • @giacomo
                > Basta pensare a come WordPress [sia uno dei] software che ne fanno parte. O a #NodeBB che esiste dal 2013

                Sì ma sono entrati nel Fediverso da tre e un anno. E WP, non fosse stato per Pfefferle, starebbe ancora a portare i fiori a pingback e rollback 🤣

                > Se non sono realizzabili con un’architettura distribuita, sono intrinsecamente autoritarie

                Se il sw autoritario fa meglio di quello libero, non basta dire che è autoritario per farlo lasciare

                @elettrona @antoneej @fediverso

                • Giacomo Tesio@snac.tesio.it
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                  7 hours ago

                  @informapirata@mastodon.uno

                  Beh, è come dire che se la cocaina ti fa star meglio del sesso, non basta dire che ti toglie qualsiasi libertà per farla lasciare.

                  Che sarà pur vero, per carità, ma non coglie la natura della questione.

                  Comunque sono curioso: quale funzionalità utile del software centralizzato ti sembra incompatibile con un architettura distribuita come quella del web (e del fediverso)?

                  @elettrona@poliversity.it @antoneej@mastodon.bida.im @fediverso@feddit.it

                  • Elena Brescacin@poliversity.it
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                    6 hours ago

                    @giacomo @informapirata @antoneej @fediverso Caratteristiche delle piattaforme commerciali, incompatibili col fediverso?
                    Innanzitutto, il discorso “verifica dell’età” su cui i politici di mezzo mondo si sono fissati, malgrado da più fronti vengano contestate queste regole per varie ragioni. Non mi metto a discuterne se no non finisco più. Ma se si mettono d’impegno, possono decidere di oscurare qualunque realtà che non si adegui “o mi fai entrare con la carta elettronica o chiudi”…
                    Cosa dici? l’istanza “la mona de la marcona .com” tenuta dal sior Piero su un yunohost che gira sullo sputo, pensi si possa permettere di metterci i lucchetti per mostrare il davanzale della sua signora in cam su owncast?
                    E qui viene il secondo problema: come la monetizza? Su liberapay? Il suo pubblico ti dirà “ma come, devo registrarmi a un altro sito per pagare la tua signora!” Meglio andare su onlyfans a 'sto punto!
                    Stessa roba vale per youtube e simili.
                    Poi mettiamoci anche il discorso follower: OK non valgono più come valevano anni fa, bastavano 20 euro e te li compravi. Ma uno che ha bisogno dei grandi numeri, ha tempo di far aumentare la propria rete in modo davvero organico secondo te? Poi certo, è sbagliato il loro metodo, perché non è reale. Non è umano. Però il mercato si basa su questo, nostro malgrado.

                  • informapirata ⁂ :privacypride:@mastodon.unoOP
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                    6 hours ago

                    @giacomo

                    1. Funzionalità di ricerca di x che per quanto peggiorata è ancora formidabile e soggetta a pochi filtri rispetto ad altri social
                    2. Funzionalità di news partecipative istantanee di x: insuperabili in un ambiente decentralizzato
                    3. Capacità di gestire una massa critica di utenti impensabile per l’ambiente federato: il centralizzato gestisce Per forza di cose meglio
                    4. Possibilità di gestire messaggistica crittografata
                    5. Storage bilanciato

                    @elettrona @antoneej @fediverso