Una nuova guida al Fediverso. Ce n’è davvero bisogno? E a voi cosa piacerebbe sapere?

Sono in procinto di pubblicare una nuova guida esperienziale rivolta a chi desidera capire il fediverso a 360 gradi.

Il titolo sarà probabilmente questo:

«La scuola guida per esplorare il Fediverso, goderselo e vivere meglio»

Ma c’è una sorpresa…

@fediverso

  • Francesco Costa@mastodon.uno
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    8 hours ago

    @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso sono d’accordo. Il problema principale, credo, è l’assopimento collettivo della società. La difficoltà tecnica è marginale. Il problema è rimuovere il lavaggio di cervello che da anni ormai viene fatto. E in tutto ciò credo che un buon modo per ottenere utenti sia la risata, non i discorsi “cupi”. Come recita una famosa trasmissione “quando alle 7 di sera arrivo al casello di Carisio voglio ridere, ridere cazzo”. La gente ad oggi non è pronta.

    • Elena Brescacin@poliversity.it
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      8 hours ago

      @costafrancesco94 @informapirata @antoneej @fediverso Credo che 'sta faccenda del ridere, sia qualcosa che arriverà nel fediverso; questione di tempo. Chi è venuto qui per ora, è arrivato per fare networking non per le stupidaggini. Quelle le fai e dici solo se hai una buona rete.

      Detto questo, io ho notato una contraddizione tremenda lato privacy.
      Da attivista HIV, sui social chiusi avevo contatto con un fracco di positivi anonimi coi profili blindati, nome finto, foto assente o simbolica.
      Pazienza se poi tra le “persone che potresti conoscere” mi comparivano infermieri e medici dei reparti infettivi vari, solo perché questi “anonimi” ce li avevano nella rubrica del telefono. E avevano risposto “ok” a “vuoi consentire a facebook di leggere i tuoi contatti, le tue foto”…
      Avevano paura di parlare di HIV in pubblico ma poi volendo, poteva ricattarli chiunque per quello che mandavano in giro.
      E dopo? Quando gli ho parlato del fediverso, “no ma in questi posti è tutto pubblico, ci può seguire via rss chiunque! Non possiamo più parlare liberi”.
      Sì ma sul fediverso sei John Doe con l’accaivvù volendo, e NESSUNO spia la tua posizione quando esci dall’aidiessologo con la borsetta dei farmaci.

      • Francesco Costa@mastodon.uno
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        8 hours ago

        @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso ci stiamo riferendo ad usi diversi dei social. E sia chiaro: non sto difendendo i social commerciali. Sto tentando dare altri punti di vista. Quanto al cane che si morde la coda del “prima gli utenti o prima i creator” non saprei cosa dirle. È un po’ la domanda del “è nato prima l’uovo o la gallina”. Però se un utente non trova quello che si aspetta, non viene. E se un creator non trova il pubblico, non viene.

        • macfranc@poliversity.it
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          7 hours ago

          @costafrancesco94 c’è un problema serio con i “creator”. Questi in fondo non sono altro che produttori di sé stessi, Ma come funziona questo sistema di autoproduzione all’interno dei social commerciali?

          Il cosiddetto Creator fa un patto con una piattaforma e questo patto prevede un dare e un avere:

          1. la piattaforma offre al creatore di contenuti:

            • uno spazio dedicato e illimitato,
            • una serie di algoritmi che possono premiarlo nella misura in cui i suoi contenuti Riescono a mantenere incollati alla piattaforma gli spettatori
            • strumenti molto complessi di monetizzazione
            • strumenti aggiuntivi per raccogliere ulteriore supporto finanziario
            • la possibilità di portare i suoi contenuti su altre piattaforme (vedi Prime con alcuni youtuber
          2. il creatore di contenuti offre alla piattaforma:

            • i dati personali e comportamentali del proprio pubblico
            • la possibilità di mantenerlo qualche ora in più sulla piattaforma
            • una percentuale sui guadagni
            • parte della proprietà intellettuale della sua produzione
            • La possibilità di farsi digerire e rigare da una intelligenza artificiale.

          Ora questa possibilità semplicemente non è sostenibile nel Fediverso.
          Infatti, se sei un “creatore di contenuti” hai certamente la possibilità di pubblicare cose sul tuo account mastodon, ma cosa succede se vuoi guadagnare da quei contenuti?
          La piattaforma che ti ospita non è un night che ti paga in base al numero di avventori che hanno consumato al bar, ma una villetta privata in cui il proprietario non guadagna nulla a lasciare aperta la villetta a tutti e tu, artista, sei libero di entrare e uscire rispettando alcune semplici regole di convivenza e di educazione.

          Ed educazione significa che non sei libero di fare promozione spinta dei tuoi contenuti. Educazione significa che quando vendi contenuti a pagamento in un posto che ti ospita gratuitamente e senza alcun secondo fine, hai l’obbligo morale di mantenere un certo equilibrio e non devi esagerare.

          Faccio notare che quando alcuni creator come @kenobit o @maicolemirco hanno deciso di entrare nel Fediverso hanno creato un’istanza per sé e per altri “creatori di contenuti”, mettendola poi a disposizione anche di altri creatori di contenuti. Ma quello che voglio dire è che loro hanno deciso di fare un investimento, come qualsiasi artista che si “autoproduce”.

          O ancora, quando @dariodangelo (per chi non lo sapesse, è un giornalista che ha deciso di spingere molto sulla propria autoproduzione e sul sostegno finanziario dei suoi lettori) ha preso l’iniziativa di approcciarsi al Fediverso (pur sapendo che ciò non gli avrebbe procurato grandi ricchezze) ha deciso di investire in un proprio server Mastodon.

          Ora, sinceramente, mi sembra chiaro che la barriera di ingresso etica che separa un creatore di contenuti dal Fediverso sia troppo alta per la maggior parte di essi.

          Ecco perché non credo che i creatori di contenuti saranno il volàno di un eventuale successo del Fediverso. Il fediverso è focalizzato soprattutto sulle interazioni e si presta molto di meno alla fruizione passiva

          @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso

        • Elena Brescacin@poliversity.it
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          7 hours ago

          @costafrancesco94 @informapirata @antoneej @fediverso No guarda, con me sfondi una porta aperta nel senso che qua stiamo parlando di vantaggi e svantaggi di due piattaforme completamente diverse; non possiamo prenderci il lusso di formulare accuse tipo “tu nel fediverso non puoi riconoscere i pro dei commerciali o viceversa”, io almeno, non mi polarizzo su questo e ogni qual volta ne parlo fuori da questo network, lo specifico sempre: io ho compiuto questa scelta, rispondente alle mie esigenze. Ma voi esplorate il mondo e muovetevi secondo le vostre.
          L’unica cosa che dei social commerciali (eccetto youtube) mi scoccia, è l’impossibilità di consultare un contenuto senza account. X non mi interessa ma per esempio su fb e instagram in teoria ci sarebbe ancora roba buona.