Una nuova guida al Fediverso. Ce n’è davvero bisogno? E a voi cosa piacerebbe sapere? (Edit: PUBBLICATA!)

Sono in procinto di pubblicare una nuova guida esperienziale rivolta a chi desidera capire il fediverso a 360 gradi.

Il titolo sarà probabilmente questo:

«La scuola guida per esplorare il Fediverso, goderselo e vivere meglio»

Ma c’è una sorpresa…

@fediverso

Eccola qui:
https://mastodon.uno/@informapirata@www.informapirata.it/115967409543778815

    • @elettrona assolutamente sì: l’unica “alternativa ai social commerciali” è fatta da ALTRI social commerciali 🤣

      Ma bisogna ricordare che tra il 2022 e il 2024 si trattava di una “bugia verde”, di quelle dette a fin di bene per bucare l’attenzione del pubblico.

      Il problema vero è che molti di quelli che lo dicevano non si rendevano conto del fatto che stavano dicendo una bugia

      @antoneej @fediverso

    • Francesco Costa@mastodon.uno
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      4 months ago

      @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso da utente appena approdato: sono un informatico, e penso che se non lo fossi non avrei né mai conosciuto questo universo né avrei capito come muovermi e l’avrei lasciato dopo neanche mezza giornata. Oltre ciò, la differenza di funzionamento e contenuto tra ig/fb (X meno) è talmente ampia che un pubblico giovane non ci rimarrebbe anche capisse. A me piace tornare al fb di 15 anni fa, ma la gente oggi si rincoglionisce di reel e ne è contenta 😪

        • Francesco Costa@mastodon.uno
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          4 months ago

          @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso sono d’accordo. Il problema principale, credo, è l’assopimento collettivo della società. La difficoltà tecnica è marginale. Il problema è rimuovere il lavaggio di cervello che da anni ormai viene fatto. E in tutto ciò credo che un buon modo per ottenere utenti sia la risata, non i discorsi “cupi”. Come recita una famosa trasmissione “quando alle 7 di sera arrivo al casello di Carisio voglio ridere, ridere cazzo”. La gente ad oggi non è pronta.

            • Francesco Costa@mastodon.uno
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              4 months ago

              @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso ci stiamo riferendo ad usi diversi dei social. E sia chiaro: non sto difendendo i social commerciali. Sto tentando dare altri punti di vista. Quanto al cane che si morde la coda del “prima gli utenti o prima i creator” non saprei cosa dirle. È un po’ la domanda del “è nato prima l’uovo o la gallina”. Però se un utente non trova quello che si aspetta, non viene. E se un creator non trova il pubblico, non viene.

              • macfranc@poliversity.it
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                4 months ago

                @costafrancesco94 c’è un problema serio con i “creator”. Questi in fondo non sono altro che produttori di sé stessi, Ma come funziona questo sistema di autoproduzione all’interno dei social commerciali?

                Il cosiddetto Creator fa un patto con una piattaforma e questo patto prevede un dare e un avere:

                1. la piattaforma offre al creatore di contenuti:

                  • uno spazio dedicato e illimitato,
                  • una serie di algoritmi che possono premiarlo nella misura in cui i suoi contenuti Riescono a mantenere incollati alla piattaforma gli spettatori
                  • strumenti molto complessi di monetizzazione
                  • strumenti aggiuntivi per raccogliere ulteriore supporto finanziario
                  • la possibilità di portare i suoi contenuti su altre piattaforme (vedi Prime con alcuni youtuber
                2. il creatore di contenuti offre alla piattaforma:

                  • i dati personali e comportamentali del proprio pubblico
                  • la possibilità di mantenerlo qualche ora in più sulla piattaforma
                  • una percentuale sui guadagni
                  • parte della proprietà intellettuale della sua produzione
                  • La possibilità di farsi digerire e rigare da una intelligenza artificiale.

                Ora questa possibilità semplicemente non è sostenibile nel Fediverso.
                Infatti, se sei un “creatore di contenuti” hai certamente la possibilità di pubblicare cose sul tuo account mastodon, ma cosa succede se vuoi guadagnare da quei contenuti?
                La piattaforma che ti ospita non è un night che ti paga in base al numero di avventori che hanno consumato al bar, ma una villetta privata in cui il proprietario non guadagna nulla a lasciare aperta la villetta a tutti e tu, artista, sei libero di entrare e uscire rispettando alcune semplici regole di convivenza e di educazione.

                Ed educazione significa che non sei libero di fare promozione spinta dei tuoi contenuti. Educazione significa che quando vendi contenuti a pagamento in un posto che ti ospita gratuitamente e senza alcun secondo fine, hai l’obbligo morale di mantenere un certo equilibrio e non devi esagerare.

                Faccio notare che quando alcuni creator come @kenobit o @maicolemirco hanno deciso di entrare nel Fediverso hanno creato un’istanza per sé e per altri “creatori di contenuti”, mettendola poi a disposizione anche di altri creatori di contenuti. Ma quello che voglio dire è che loro hanno deciso di fare un investimento, come qualsiasi artista che si “autoproduce”.

                O ancora, quando @dariodangelo (per chi non lo sapesse, è un giornalista che ha deciso di spingere molto sulla propria autoproduzione e sul sostegno finanziario dei suoi lettori) ha preso l’iniziativa di approcciarsi al Fediverso (pur sapendo che ciò non gli avrebbe procurato grandi ricchezze) ha deciso di investire in un proprio server Mastodon.

                Ora, sinceramente, mi sembra chiaro che la barriera di ingresso etica che separa un creatore di contenuti dal Fediverso sia troppo alta per la maggior parte di essi.

                Ecco perché non credo che i creatori di contenuti saranno il volàno di un eventuale successo del Fediverso. Il fediverso è focalizzato soprattutto sulle interazioni e si presta molto di meno alla fruizione passiva

                @elettrona @informapirata @antoneej @fediverso

    • Giacomo Tesio@snac.tesio.it
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      4 months ago

      @elettrona@poliversity.it

      Il problema è che sono i social commerciali ad essere un’alternativa adulterata del #fediverse.

      @informapirata@mastodon.uno trova problematica le differenze, chr tengono lontani influencer e contenuti commerciali, anche per l’impossibilità di farsi pompare in visibilità (e dunque follower) da algoritmi che premiano contenuti allineati agli interessi politici ed economici della piattaforma.

      Di conseguenza, chi cerca nel #fediverso una sorgente costante di dopamina da sostituire alla dopamina indotta dall’uso dei social mainstream, ma senza superare la dipendenza che questi inducono negli “utenti”, non può che restare deluso.

      Ma sono i social mainstream, piazze di spaccio travestire da centro commerciale, a surrogare le relazioni sociali che il #fediverse può mediare, non viceversa.

      @antoneej@mastodon.bida.im @fediverso@feddit.it @informapirata@mastodon.uno

      • @giacomo
        > Il problema è che sono i social commerciali ad essere un’alternativa adulterata del #fediverse

        No, storicamente è il contrario. I social commerciali piuttosto sono stati l’alternativa al WEB

        > informapirata trova problematica le differenze, chr tengono lontani influencer e contenuti commerciali

        No, non stavo pensando a questo, ma a semplici funzionalità che, per architettura o per diffusione, i social commerciali possono avere e il fediverso no

        @elettrona @antoneej @fediverso

        • Giacomo Tesio@snac.tesio.it
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          4 months ago

          @informapirata@mastodon.uno

          > Il problema è che sono i social commerciali ad essere un’alternativa adulterata del #fediverse

          No, storicamente è il contrario. I social commerciali piuttosto sono stati l’alternativa al WEB

          Il #fediverse è il #web.
          Più precisamente, è un’evoluzione diretta del web con cui si integra perfettamente. Basta pensare a come WordPress, che esiste dai tempi di XHTML 1.1 (ben prima di #Google #Chrome, lanciato nel 2008), sia uno degli innumerevoli software che ne fanno parte. O a #NodeBB che esiste dal 2013 ed è letteralmente un forum.

          I social commerciali sono sempre stati un surrogato di tutto questo. Il selling point dei gruppi #Facebook era “fatti il tuo forum gratis senza sapere o installare niente” e continuano ad esserlo.

          Purtroppo ora che hanno abbindolato miliardi di persone, molti giovani che non hanno mai visto il web possono credere che siano venuti prima.

          Ma rimangono surrogati.

          a semplici funzionalità che, per architettura o per diffusione, i social commerciali possono avere e il fediverso no

          Se non sono realizzabili con un’architettura distribuita, sono intrinsecamente autoritarie: non sono funzionalità, ma difetti.

          @elettrona@poliversity.it @antoneej@mastodon.bida.im @fediverso@feddit.it