«Invece di vietare l’IA, ho stipulato un contratto di classe con i miei studenti»
Il nostro vero dovere come insegnanti è sempre stato quello di stimolare gli studenti a pensare. Il compito ora è trovare il modo di coinvolgerli nel faticoso, ma essenziale, lavoro di pensiero critico in un mondo in cui le macchine sono disposte a farlo al posto loro.
https://www.science.org/content/article/instead-banning-ai-i-made-classroom-contract-my-students


@informapirata @aitech
Un articolo moderato. È quello che ho fatto fatica a trovare da molto tempo.
Un’idea che si pone tra coloro che considerano l’AI la panacea di tutti i mali e coloro che considerano questa tecnologia il male che porterà l’umanità verso l’estinzione.
Perché non considerarla uno strumento utile. Che in abili mani, e a disposizione di menti critiche può sprigionare una rapidità e una efficienza mai vista prima d’ora. O forse no?..
👇continuo nel secondo commento👇
@nextredblog @aitech
> Perché non considerarla uno strumento utile. Che in abili mani, e a disposizione di menti critiche può sprigionare una rapidità e una efficienza mai vista prima d’ora
Ok, ma gli studenti devono prima studiare e imparare: questo è un dovere sia per l’insegnante sia per lo studente. L’obiettivo dello studio in età giovanile È proprio quello di strutturare il pensiero in un cervello giovane. La IA mette seriamente a rischio questa opportunità
@informapirata @aitech certo! In età scolare è essenziale insegnare il pensiero critico! Mostrare le alternative che abbiamo alle ricerche. È inaccettabile un testo generato da qualsivoglia intelligenza artificiale! E tali comportamenti vanno disincentivati.
Insegnare a utilizzare tali strumenti è invece molto utile. Far comprendere che non è corretto usarli per barare, ma per allargare le proprie ricerche e poi validare quando letto.
Urge moderazione!